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Esperienza di Ida di Vicino, volontaria italiana andata a Pau (Francia) | Cemea.eu

Esperienza di Ida di Vicino, volontaria italiana andata a Pau (Francia)

Esperienza di Ida di Vicino, volontaria italiana andata a Pau (Francia) all’interno del progetto MOVE 50 + (Mobility Opportunity for Volunteering in Europe 50+), progetto realizzato da CEMEA del Mezzogiorno e Pistes Solidaires.

L’anno del Volontariato Europeo aperto agli over 50 mi ha offerto l’opportunità di vivere un’esperienza di 4 settimane a Pau in Francia.

Da grande estimatrice di Basaglia avevo scelto un progetto rivolto al recupero di persone che uscivano da problemi psichici o di droga, ma per motivi tecnici non è stato possibile per cui ho dovuto ripiegare sul progetto Biblioteca in una scuola per l’infanzia di minoranza linguistica Occitana. Ragion per cui i soggetti a cui rivolgere le mia attenzioni, disponibilità e competenze non sono state persone ma libri. Tuttavia, lavorando io in orario scolastico e a porte aperte, ho avuto modo di rapportarmi quotidianamente e per brevi intervalli con la scolaresca e con i docenti.. Per me, docente della Media Superiore, è stata una grande novità. Il rapporto con i bambini è stato quello più sbalorditivo. Sono stata molto a contatto con loro durante l’intervallo e a mensa. Nell’intervallo si andava in un grande cortile e mentre noi adulti sorbivamo un caffè i bambini tiravano fuori da una casetta di legno ogni sorta di giocattoli, bici, monopattini, corde, palloni, con i quali si sfrenavano inventando giochi ed i più piccolini si davano da fare con piccole macchine di plastica ed altri giocattoli leggeri. A mensa poi scambiavo qualche parola con i più grandicelli, io in italiano e loro in occitano, cosicché quando ci incontravamo nel corridoio dove avevo la mia postazione di lavoro, ci salutavamo ognuno nella lingua dell’altro, chiamandoci per nome.

Con i docenti il rapporto è stato di collaborazione nell’assestamento della biblioteca.

Certo quattro settimane per riorganizzare una biblioteca, anche se piccola, è un tempo molto ridotto. Nonostante tutto però sono rimasta contenta del lavoro fatto, perché veramente è cambiato l’aspetto di quella stanzetta che da un deposito di scatoloni e libri si è trasformata in una piccola biblioteca già fruibile. Sicuramente il lavoro fatto non andrà perso perché da parte di Isabèu, la Direttrice e delle maestre Aline e Chantal ho visto l’ammirazione per il risultato raggiunto e la determinazione a proseguire il percorso da me intrapreso.

Nel giorno del commiato che è stato molto affettuoso e per nulla formale, per farmi un complimento Chantal ha detto che sulla parete della biblioteca accanto ai miei suggerimenti lasciati per iscritto bisognava mettere due foto con la scritta: AVANT Ida e APRÈS Ida.

Tutto sommato un’ESPERIENZA POSITIVA.

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